Jacques Brel Covers - totale per anno
In questa pagina, nella tabella a destra, si trova il numero totale delle cover delle chansons di Jacques Brel secondo l'anno della loro prima pubblicazione. Non è possibile una classificazione per anno di tutte le cover conosciute, perché l'informazione dell'anno di pubblicazione non è sempre facilmente disponibile, a volte non è neanche riportata sul disco. In certi casi, soprattutto per alcuni dischi degli anni '60, per attribuire l'anno sono ricorso a un procedimento induttivo a partire dal numero di codice del disco assegnato dalla casa discografica e dal suo confronto con i codici di dischi di cui è noto l'anno di pubblicazione. Ciò nonostante, c'è un numero ancora abbastanza elevato (ad oggi sono 262) di canzoni delle quali non è noto l'anno di pubblicazione.
- Un breve commento -
Dalla tabella a lato e dal grafico a fondo pagina si nota immediatamente una evidenza la cui interpretazione non è affatto scontata: la grande differenza tra il numero di covers registrate prima e dopo del 1995.

Questo è un dato che può certamente dipendere da una maggiore produzione degli anni più recenti, ma può anche essere determinato dalla maggiore difficoltà a reperire informazioni sui dischi pubblicati 30-40 anni fa, e questa seconda possibilità si divide a sua volta in due elementi: la difficoltà primaria a trovare informazioni su canzoni esistenti e di cui è sparita traccia e la difficoltà a conoscere l'effettivo anno di pubblicazione di un disco, informazione che una volta non era così facilmente disponibile. Quello che insospettisce è che lo spartiacque si trova esattamente in corrispondenza del confine prima e dopo la diffusione di internet; si può cioè presumere che tutte o la grandissima parte delle canzoni pubblicate dopo il 1995 siano state in qualche modo presentate sul web, mentre per quelle realizzate negli anni precedenti si sarebbe dovuto fare un ripescaggio che forse non per tutte le canzoni è stato fatto.
La mia sensazione è che negli ultimi 15 anni la produzione sia effettivamente stata maggiore, ma anche che per quanto riguarda gli anni '60 e '70 ci sia ancora qualcosa da scoprire. Questo lo penso perchè ogni tanto capita di scoprire su ebay o presso altri rivenditori di dischi usati alcuni 45 giri o EP di cantanti o gruppi che, non avendo avuto sufficiente successo, non verranno mai ristampati e di conseguenza non potranno ottenere quel minimo di circolazione sulle pagine web di appassionati musicali. L'unico modo per scoprirli è setacciare i bouquinistes, online o in negozio, e si tratta pertanto di un'impresa teoricamente senza fine!
Ciò premesso, si può comunque fare un commento alla tabella di numeri che vedete a fianco.
Direi che si può notare intanto che il numero molto limitato di cover che si trova fino alla metà degli anni '60 dipende soprattutto dal fatto che queste cover sono quasi tutte in francese: allora il mondo della musica era meno globalizzato o forse si può dire meglio che già allora il verso delle esportazioni era unidirezionale, dagli USA verso il resto del mondo, dato che il rock'n'roll imperava. Per fortuna i Beatles, gli Stones e altri hanno dato vita alla "British invasion", creando una parentesi di una quindicina di anni (se comprendiamo anche la new wave) in cui anche la musica è stata bipolare. Anche le canzoni francesi non venivano quindi granché esportate nel resto del mondo. Mi sembra giusto segnalare che la prima cover in inglese di cui siamo a conscenza è nientemeno che del grande Sam Cooke, che nel 1960 ha inciso una bella versione soul di Quand on n'a que l'amour: I belong to your heart, di cui peraltro non sembrano esistere altre versioni con questa traduzione. La prima traduzione in altra lingua di Ne me quitte pas è invece opera di Gino Paoli, che l'ha fedelmente tradotta in italiano nel 1962 con il titolo Non andare via.
Verso la fine degli anni '60 vediamo un prima crescita nel numero di cover, dovuta alle prime edizioni del musical Jacques Brel Is Alive And Well And Living In Paris (nel 1968) e all'interesse che Brel suscitava nei cantautori dell'epoca: italiani (Lauzi, Gaber, Pagani), anglo-americani legati al movimento folk e pacifista (Baez, Collins) e ammaliati da Ne me quitte pas (Damita Jo, Frank Sinatra, Tom Jones), la cui prima ampia diffusione è dovuta alla traduzione di Rod McKuen (If you go away). Sempre alla fine degli anni '60 risalgono le covers di Scott Walker, il primo grande autore di culto profondamente influenzato da Jacques Brel.
La figura di Scott Walker è emblematica per capire il processo di diffusione della conoscenza dell'opera di Brel, che al di fuori della Francia avveniva soprattutto grazie alla presenza di questi "messaggeri": è noto che l'ispirazione data da Walker a personaggi come David Bowie e Marc Almond è stata lo strumento per cui anche questi ultimi sono diventati debitori di Brel a cui hanno dedicato più di una interpretazione. L'altro grande fattore di conoscenza è stato il successo e la diffusione in tanti paesi del mondo, non solamente anglofoni, del musical già citato, contenente una trentina di canzoni tradotte in inglese da Mort Shuman ed Eric Blau.
Nel 1974 si erge isolata una cifra molto alta di covers prodotte, risultato combinato di due fattori: la pubblicazione di due album di due diversi cast del musical Jacques Brel is alive... e il successo planetario di Seasons in the sun, portata al n.1 delle classifiche USA da Terry Jacks e immediatamente ripresa in mezzo mondo.
Segue una lunga fase di riflusso tra la metà degli anni '70 e l'inizio degli anni '90 (periodo contraddistinto dall'ondata punk e new wave in cui si rifiutava un po' tutta la musica "rétro" e cantautoriale), ma a partire dal 1995 si è manifestato un vero e proprio boom nella produzione di omaggi a Jacques Brel, aiutato sicuramente anche dalle estese celebrazioni svolte nel 1998 e nel 2003 per ricordarne rispettivamente i venti e i venticinque anni dalla scomparsa.
Dal 1997 si producono ogni anno più di 140 cover di canzoni di Jacques Brel, che diventano più di 210 a partire dal 2001. Mi pare che in complesso questo sia il fatto più significativo e indicativo della incredibile importanza che Jacques Brel ha per la musica di oggi.
dg - agosto 2009
pagina aggiornata il 11.03.2012
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