perché le covers di Jacques Brel (e come)

PERCHÉ LE COVERS DI JACQUES BREL

Sono ormai 30 anni che ascolto musica, soprattutto con passione ma anche con un poco di discernimento - solo estetico però, dato che non so suonare nessuno strumento. Dopo tutti questi anni di ascolto e di ricerca su svariati generi e periodi musicali, posso affermare che il mio riferimento, la mia stella polare musicale, è Jacques Brel. È quello che più di tutti riesce a parlare al mio cuore, alla mia testa e al mio stomaco, nonostante per molti possa sembrare obsoleto, antico: in fondo parlo di musica che è stata pubblicata tra i 30 e i 60 anni fa (l'ultimo disco di Brel è del 1977, mentre le sue prime registrazioni risalgono al 1953).

Ed è molto difficile oggi in Italia avere la possibilità di ascoltare Brel, anche solo per caso alla radio o alla televisione. Io ho avuto la fortuna e l'intuizione di prendere in prestito due CD alla biblioteca della Sala Borsa di Bologna: sono stati questi, nel 2002, a segnare il mio primo approccio con la musica di Brel. Non è stato un colpo di fulmine perché comunque un po' d'orecchio va fatto, essendo per l'appunto un tipo di musica che un italiano degli anni 2000 non è più abituato ad ascoltare, e per di più brani cantati in francese che allora conoscevo poco. Ma sono bastate quelle 4-5 canzoni oggettivamente e immediatamente belle a tenermi agganciato e a farmi innamorare lentamente, ascolto dopo ascolto, al mondo artistico di Grand Jacques.

copertina La Girolle chante BrelChe, detto in estrema sintesi, mi prende perché esprime sentimenti forti e contrapposti: passione e tenerezza, rabbia e dolcezza, invettiva e comprensione, sempre e comunque manifestati a cuore aperto, senza compromessi né ruffianerie. Oltre, naturalmente, alla estrema bellezza delle sue musiche, alcune delle quali, per usare un termine abusato, sono ormai divenute immortali.

Il tratto caratteriale fondante del percorso umano e artistico di Brel è la sua assoluta libertà di pensiero e di azione. È stata questa libertà che lo ha portato dapprima, nel 1952, a trasferirsi da Bruxelles a Parigi lasciando la famiglia e il lavoro sicuro nell'azienda paterna per iniziare una durissima gavetta nel mondo della canzone; poi, nel 1966, all'apice del successo, a decidere di abbandonare le scene per potersi dedicare a un impegno artistico che riguardasse non solo la musica ma anche il teatro e il cinema, sia come attore che come regista. Infine, dal 1974, il ritiro alle Isole Marchesi, inteso come rifiuto definitivo del mondo dello show-business per tornare a una dimensione esistenziale più semplice di riflessione personale e di servizio per la comunità.

Di tutto questo ci restano - sul versante musicale - più di 150 canzoni, che non solo esistono nelle loro versioni originali o "en public" (che sono spesso le migliori perché Brel dava il meglio di sé sul palcoscenico), ma vengono anche continuamente reinterpretate da altri artisti, situati ai quattro angoli del globo. L'ascolto di queste covers fa capire innanzitutto quanto sia ampio in termini geografici e temporali l'influsso esercitato da Jacques Brel su generazioni diverse di musicisti (basti pensare a nomi importanti come Giorgio Gaber in Italia o a Scott Walker, David Bowie, Marc Almond, Noir Désir), ma anche quanto fosse profonda la popolarità delle sue canzoni, che è testimoniata dal numero di lingue diverse in cui esse sono state tradotte. Tra queste molte sono lingue regionali o vernacolari: catalano, milanese, genovese, bolognese, alsaziano, frisone, còrso, provenzale, galiziano, marilenghe.copertina di Brel-Rakt in i hjartat 1983

Ma non c'è solamente l'aspetto di gratificazione e di autostima che deriva dalla scoperta che sono migliaia in tutto il mondo gli artisti che rendono omaggio al proprio "idolo". Su un piano più oggettivo, ascoltare una canzone arrangiata e cantata in decine di modi diversi permette, attraverso l'evidenza dei diversi stili interpretativi, di arrivare a coglierne la sua vera essenza musicale e lirica, e credo che per un appassionato questa sia una cosa estremamente appagante.

Una volta intravisto questo mondo sommerso delle reinterpretazioni di Brel e avendone intuita la sua vastità, ho allora deciso che avrei cercato di collezionare anche tutte queste cosiddette "covers", o quantomeno avrei cercato di censirle, dato che non poche di esse sono di difficilissima reperibilità. Oggi per fortuna disponiamo di internet che è una risorsa straordinaria per effettuare questo tipo di ricerche, basta solo avere il tempo necessario per impegnarsi in un compito così vasto; io ho passato diversi mesi tra il 2005 e il 2006 con parecchio tempo a disposizione, e buona parte di questo tempo l'ho impiegato a costruire il database delle covers e in un successivo momento a creare questo sito. A questo si aggiunga il mio desiderio di dare un contributo, per quanto piccolo possa essere, alla riscoperta di Jacques Brel in Italia, ed ecco spiegato il perché di questa brelianamente folle "quête" in cui mi sono impegnato.

 

METODOLOGIA

Questa è la mia definizione di cover version: per me una cover è una interpretazione di una canzone diversa dall'originale che ha avuto una pubblicazione discografica commerciale ufficiale.

Per spiegarmi più chiaramente, queste sono alcune casistiche a cui mi attengo:

Nel 2009 ho iniziato una importante ristrutturazione del database, che sto lentamente riportando anche sulle tabelle pubblicate nel sito. Le principali modifiche riguardano:
- introduzione della classificazione ISO per la lingua e per la provenienza degli interpreti (che non è più strettamente corrispondente alla nazionalità in quanto comprende anche territori dotati di autonomia amministrativa), entrambe in lingua inglese;
- la segnalazione dei diversi album in cui è contenuta la stessa cover. In questo caso, nella colonna 'Disco' si troverà indicato l'album originale e a seguire, separati dal simbolo > gli album successivi;
- la corretta indicazione in ordine alfabetico dei titoli originali delle canzoni di Brel (non preceduti dall'eventuale articolo).
L'aggiornamento delle tabelle prenderà moltissimo tempo, perciò durante questo periodo nelle tabelle saranno presenti informazioni codificate secondo i due diversi criteri.

 

RINGRAZIAMENTI

Posso affermare senza paura di smentite che oggi questo sito è la più completa fonte di informazioni su questo infinitesimo spicchio del sapere umano che sono le canzoni e le covers di Jacques Brel. Il risultato di tutto questo è dato dal lavoro continuo di raccolta che ho svolto sulla base di informazioni pubblicate su internet, e in particolare da tre tipi di fonti:
- basi dati musicali esistenti sul web, ovvero la pagina Wikipedia olandese dedicata alla covers di Jacques Brel, Gracenote, freeDB.org;
- i siti di aste come eBay e altri siti di e-commerce;
- il contributo degli amici appassionati e collezionisti di Jacques Brel.

Shirley BasseyÈ soprattutto grazie a questi amici che ho conosciuto sul web proprio grazie alla pubblicazione del sito che il database di Brel covers è diventato così ricco. E la cosa più importante è che il mio lavoro di ricerca è passato da un lavoro solitario ad un lavoro collettivo privo di alcun tipo di rivalità, ispirato anzi da un simpatico e solidale spirito di condivisione che mi ha dato la motivazione per andare così avanti.

Prima di tutti voglio ringraziare Rodolphe Guillo, per la sua conoscenza profondissima e disincantata della vita e delle opere di Brel, di cui mi sono nutrito nel corso di lunghe chat serali e notturne. Rodolphe sta svolgendo già dal 1998 una ricerca meticolosa e appassionata e ha realizzato prima di me il suo sito Jacques Brel - autrement dit, creato con uno sguardo particolare sulle diverse lingue in cui sono state tradotte e cantate le canzoni di Brel. Il sito di Rodolphe è stato una delle principali fonti di arricchimento del mio database e, vista l'amicizia che ci ha unito, adesso i nostri due siti sono congiunti e aggiornati in parallelo, pur mantenendo alcune differenze di contenuto.
Gli altri amici accomunati dalla stessa passione verso Jacques Brel e con i quali si è costituita nel tempo una piccola web-community sono l'infaticabile Omar El maizi, José Fernandes, e Bibi Frikotin, lo specialista di Ne me quitte pas. Oltre a intrattenere amichevoli conversazioni, da questi amici ricevo anche continue segnalazioni di nuove pubblicazioni che vengono poi assorbite dal database. Rapporti meno frequenti ma molto collaborativi sono stati quelli con Meray, Xirkus, Max Deleury, Ania Korzeniowska.

Infine, un pensiero di gratitudine va anche a quegli interpreti che in prima persona hanno fornito con grande gentilezza informazioni e materiali sonori: Denys Berezhnoy, Srdjan Depolo, Anton Montagne, Peter Ostrowski, Kenneth Lundman della Francis Goossens Band, oltre allo staff dell'Aalborg Teater.

 

pagina aggiornata il 06.01.2012


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