BREL. DOSSIER SPECIAL
Fred Hidalgo et al.
N° 65 - Automne 2008, pp.79-130

Chorus_65

Rivista di intenditori e di appassionati, non casualmente sottotitolata "Les cahiers de la chanson", Chorus non perde occasione di celebrare i grandi maestri della chanson, dedicando loro dei dossier speciali in occasione delle più importanti ricorrenze.

Perciò, dopo il dossier del ventennale del 1998, ecco puntuale nell'autunno del 2008 un altro dossier speciale dedicato a Jacques Brel per il 30° anniversario della scomparsa.

Cinquanta pagine ben equilibrate in cui non si rifa da capo la storia di Brel (solo la biografia e la discografia, ovviamente indispensabili, vengono ripetute, con gli opportuni aggiornamenti), ma se ne riesamina la sua influenza sulla chanson contemporanea, a trent'anni come detto dalla sua scomparsa e a 10 anni dalla precedente analisi.

La lettura richiede quindi una certa conoscenza della scena musicale francofona, ma al tempo stesso induce una forte curiosità ad approfondirla; è in particolare interessante come la "caccia" all'erede musicale di Brel sia oggi unanimemente indirizzata su Abd-el-Malik, rapper di origine congolese che non solo ha sempre dichiarato la sua devozione per Brel, ma ha addirittura arruolato Gérard Jouannest come compositore e pianista per la realizzazione del suo ultimo album.

Tra gli articoli più interessanti segnalo senz'altro i due scritti da Jacques Vassal (già autore di due libri dedicati a Brel): una approfondita disamina del contrastato rapporto tra Brel e la religione e un caloroso reportage dall'abitazione del più accanito collezionista di oggetti breliani (che invidia...). A questi fanno però da pendant due articoli tutto sommato trascurabili sul Brel epicureo (non nella vita ma in innumerevoli brani delle sue canzoni) e sul suo presunto figlio illegittimo.

In conclusione, non è probabilmente un dossier così indispensabile come quello del 1998, ma è sicuramente un oggetto da avere per i collezionisti e una eccellente guida per chi, avere comprato Chorus per avere notizie su Thomas Fersen o, chissà, su Abd-el-Malik, si ritrova l'occasione per saperne di più su Jacques Brel. E in fondo è proprio a questo che serve una rivista come Chorus: informare sul presente senza dimenticare i grandi maestri del passato.