BREL PAR LELOIR
Jean-Pierre Leloir, Gilles Verlant 
éditions Fetjaine, Paris, 2008
Pur non partecipando direttamente alla creazione artistica, un buon fotografo è di grande importanza per comunicare al pubblico lo stile e le performance di un artista: una bella fotografia sulla copertina di un disco o un bel reportage su di una rivista sono spesso più importanti delle interviste, e possono convincere ad acquistare i dischi anche senza averli ascoltati.
Jean-Pierre Leloir è stato il fotografo ufficiale di Jacques Brel per gran parte della sua carriera artistica, precisamente i quindici anni compresi tra il 1957 al 1972, ed è stato indubbiamente un fotografo di grande bravura ed efficacia.
Noto a tutti gli appassionati per essere il fotografo dei "trois hommes dans un salon", ovvero del poster che si trova in un bel numero di bistrot francesi, raffigurante Brassens, Brel e Ferré durante la celebre intervista radiofonica del gennaio 1969, Leloir è senz'altro una delle persone che hanno contribuito, più o meno nell'ombra, alla creazione del mito di Jacques Brel. Basti pensare alle sue magnifiche foto dei concerti all'Olympia in cui il sudore di Brel sembra farsi materia, alle foto "rubate" in sala di registrazione dalle quali si percepisce vividamente la tensione e la concentrazione del momento della realizzazione dell'opera d'arte (e di queste la copertina del libro è uno straordinario esempio) e infine anche ad alcune delle più espressive fotografie usate per le copertine degli EP e degli LP degli anni '60.
In questo magnifico libro illustrato c'è tutto questo e anche altro, dato che le fotografie pubblicate sono raggruppate e riportate in ordine cronologico e ogni gruppo di foto è commentato da Leloir con i suoi ricordi personali legati a quella particolare data. Leloir è stato anche un sincero amico di Brel e perciò tutte le sue annotazioni sono contraddistinte da una forte partecipazione emotiva, che rende le immagini ancora più vive.
Questo libro è quindi un vero "must" per tutti gli appassionati di Brel e anche un ottimo approccio per chi ancora non conoscesse Grand Jacques.